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MalìaTheBand, emozioni e verità sociali in musica – Fuorilascatola.it

Dietro le loro canzoni c’è una realtà fatta di fragilità, sogni e speranza. I MalìaTheBand raccontano la nascita dei testi, l’urgenza di dare voce agli invisibili e il desiderio di trasformare la musica in uno strumento di consapevolezza collettiva. “Roma di notte” ne è la prova più sincera.

Ragazzi, è un piacere avervi qui. Nei vostri brani si intrecciano emozione, critica sociale e introspezione. Come nascono i vostri testi?

È un piacere per noi essere qui. I testi nascono sempre per esprimere qualcosa di vero un pezzo di vita, un’amore o qualcosa per cui vorrei dire la mia, farmi ascoltare per essere la voce dei molti che nessuno sente. E cosi nei momenti di calma e riflessione a volte nasce l’ispirazione: mi arrivano le parole in testa già con la melodia, e le mani sulla chitarra sanno già dove andare. È difficile da spiegare… per me è come una malìa.

Solo in rare occasioni mi capita di scrivere mentre viaggio, magari in treno, guardando il paesaggio che cambia, o in auto, ma solo se guido. Mi piace guidare, mi aiuta a pensare, e a volte in quei momenti arriva anche una canzone: comincio a canticchiarla e la registro subito. Appena arrivo a casa trovo gli accordi, la butto giù su un foglio, faccio qualche piccola modifica… ed eccola pronta! In ogni caso la registro e la mando subito agli altri per farla ascoltare e sapere cosa ne pensano.

“Roma di notte” dà voce a chi spesso resta invisibile. Sentite una responsabilità come artisti nel raccontare queste realtà?

Crediamo che gli artisti, avendo una maggiore visibilità, abbiano in qualche modo il compito di farsi portavoce di quelle realtà che spesso restano invisibili, con la speranza di smuovere qualcosa, di far riflettere o almeno di accendere un po’ di consapevolezza in chi non conosce certe situazioni. Noi, come musicisti, possiamo raccontare ciò che vediamo e viviamo ogni giorno, provando a dare voce ai pensieri e alle emozioni di chi non riesce a farsi sentire. Nel caso di Roma di notte abbiamo voluto raccontare anche il lato più fragile e nascosto della città ma sempre con uno sguardo pieno di speranza verso il futuro. Il verso “Cammino tra la gente e sento ridere, la speranza si sa, muore per ultima” racchiude proprio questo: anche nei momenti più bui c’è sempre qualcuno che trova la forza di sorridere e di credere ancora in qualcosa

Quali sono i temi che più vi stanno a cuore e che sentite il bisogno di portare nella vostra musica?

Uno tra i temi che ci sta più a cuore sono i giovani, la loro crescita e il percorso di vita che affrontano. Spesso tanti ragazzi non hanno nessuno con cui parlare, pur avendone un grande bisogno, e allora si rifugiano nella musica, nelle canzoni, per sentirsi meno soli.

È anche per questo che nel nostro primo album ci saranno brani che parlano proprio di come affrontare i momenti più bui, con la speranza di dare forza e far sentire capiti anche a chi sta attraversando un periodo difficile.

C’è un artista o un disco che ha segnato il vostro modo di scrivere o di vedere la musica?

Io sono cresciuta ascoltando i cantautori italiani, da Guccini a De André, ma tra tutti Claudio Baglioni è sicuramente quello che mi ha influenzata di più, soprattutto per la sua evoluzione musicale: da Strada facendo a Viaggiatore sulla coda del tempo, fino a Sono io.

Ogni suo lavoro mi ha insegnato qualcosa di diverso sul modo di scrivere e di raccontare. Il disco che preferisco su tutti, però, è Oltre: un vero viaggio dentro la musica e dentro sé stessi.

 

Fonte: https://www.fuorilascatola.it/maliatheband-emozioni-e-verita-sociali-in-musica/