È uscito lo scorso 29 giugno “Cretina”, il nuovo singolo del progetto I Malìa… scorre quasi con cadenza popolaresca un brano che riflette sul valore dell’autenticità all’interno di una relazione. Scritto da Annalisa Ferraro, il singolo racconta un amore che non chiede di rinunciare a ciò che si è, sostenuto da un sound pop-rock dalle sfumature vintage e da un videoclip ispirato all’estetica delle sitcom degli anni Novanta. Un invito a riconoscere i propri limiti senza trasformarli in maschere, perché ogni legame trova il suo equilibrio solo quando lascia spazio alla verità.
Che belle sensazioni retrò… posso chiedervi come mai? Da cosa nascono?
In realtà perché noi siamo un po’ retrò… ahahah! A parte la nostra età anagrafica, apparteniamo a quella generazione che è cresciuta ascoltando la musica dei propri genitori. In casa c’erano i vinili, le audiocassette, e ascoltavi quello che trovavi. Non c’era la possibilità di avere tutta la musica del mondo a portata di mano come succede oggi e, soprattutto, non c’erano i soldi per comprare continuamente dischi nuovi: c’erano spese molto più importanti. Così finivi per ascoltare i dischi dei tuoi genitori, dei nonni, degli zii… e alla fine ti piacevano davvero. Credo che sia proprio lì che nasce gran parte del nostro bagaglio musicale. Siamo cresciuti con musica che va dagli anni ’50 in poi e, quando certi suoni ti accompagnano fin da piccolo, ti rimangono dentro senza che quasi te ne accorga. Per questo ci viene naturale ricercare quelle atmosfere: fanno parte di noi e del nostro modo di sentire la musica. E poi, in questo caso, anche la canzone lo richiedeva. Per come è nata e per quello che racconta, ci sembrava il vestito più giusto da farle indossare.
Leggerezza ma anche “saudade” nella lenta progressione melodica. Un manifesto contro il caos che viviamo?
Sì, leggerezza, ma anche un po’ di dolce malinconia. Quella malinconia che, quando la provi, ti fa fermare un attimo ad ascoltarti e sembra quasi che tutto intorno rallenti. E credo che oggi abbiamo davvero bisogno di rallentare. Abbiamo bisogno di ascoltarci di più, di capirci di più e di trovare il coraggio di esprimere davvero quello che sentiamo e quello che desideriamo. Andiamo sempre di corsa, ma il più delle volte senza sapere dove stiamo andando. Ogni tanto fermarsi non significa perdere tempo, significa capire dove vogliamo arrivare.

A proposito di gusto retrò: il video in arrivo? Che ci dite?
Beh… anche quello sarà decisamente retrò! Il videoclip uscirà il 22 luglio e, fin da quando lo abbiamo immaginato e scritto, abbiamo cercato di seguire il carattere della canzone. Volevamo raccontare quella storia con leggerezza e un pizzico di ironia. Durante le riprese, in realtà, sono stata semplicemente me stessa. Nella vita di coppia mi piace ridere, scherzare e sdrammatizzare, quindi quel modo di essere è venuto fuori in maniera del tutto naturale. A rendere tutto ancora più semplice è stata la presenza di Pamela Attili, che è una mia amica storica e che colgo l’occasione per ringraziare. Ci conosciamo da quasi trent’anni e questo ci ha permesso di girare le scene con grande spontaneità, senza imbarazzi e divertendoci davvero tanto. Ci piaceva l’idea di raccontare una situazione che, in fondo, potrebbe anche essere dolorosa, ma con il sorriso. Cretina ha un fondo malinconico, però non si prende mai troppo sul serio, e volevamo che anche il videoclip avesse lo stesso equilibrio. Quando poi abbiamo visto il montaggio finale ci siamo guardati e ci siamo detti: “Sembra di essere dentro una sitcom degli anni ’90!” E ci è piaciuto subito, perché rispecchia perfettamente lo spirito della canzone: si sorride, si ride, ma sotto c’è comunque una storia d’amore in cui, secondo me, tante persone possono riconoscersi.
Dobbiamo far pace con i propri difetti? Anche qui ci colgo un altro bel manifesto di quel che siamo oggi… la perfezione estetica impera…
Sì, direi anche basta con questa ricerca continua della perfezione. E non parlo solo di quella estetica, ma anche di quella caratteriale. Oggi sembra che tutti debbano essere belli, impeccabili, sempre giusti. Ma la perfezione, secondo me, semplicemente non esiste. Ognuno è fatto a modo suo, con i propri pregi e i propri difetti. Migliorarsi è una cosa bellissima, ma dovrebbe nascere dalla voglia di stare meglio con sé stessi, non dal bisogno di essere accettati da qualcun altro. Anche perché quello che per una persona è un difetto, per un’altra può essere una qualità. È tutto molto soggettivo. Io credo che la cosa più importante sia imparare ad accettarsi. Se poi qualcuno ti apprezza, tanto meglio. Se invece pretende di cambiarti per adattarti alla sua idea di perfezione, allora forse non ha capito davvero chi sei. Credo che Cretina parli anche di questo: imparare a sorridere dei propri difetti, invece di viverli come qualcosa da nascondere. La frase “Io non posso cambiare” non è un atto di ostinazione, ma di sincerità. Perché se cambi per farti amare da qualcuno, alla fine quella persona si sta innamorando davvero di te… oppure della versione di te che hai costruito per renderla felice? Io preferisco essere quella che sono, con tutti i miei difetti. Perché, in fondo, sono anche quelli che mi rendono me.
Domanda provocatoria anche ispirata alla forza del brano: quanto “Cretina” è tutto identitaria di un suono collettivo e quanto di una biografia personale?
Sicuramente dentro Cretina c’è tanta biografia personale. Nasce da un pensiero, da un’emozione e da un modo di vivere i rapporti che conosco bene. Però credo che sia proprio questo a renderla una canzone in cui tante persone possono riconoscersi. Alla fine tutti, almeno una volta, ci siamo trovati davanti alla scelta tra inseguire qualcosa in cui crediamo profondamente e cercare di far convivere quella parte di noi con una relazione. Non è sempre facile trovare un equilibrio. Oggi è molto facile concentrarsi solo sui propri obiettivi personali, ed è giusto avere sogni da inseguire. Però credo sia altrettanto importante avere accanto persone che quei sogni li capiscano e li condividano, senza chiederti di rinunciare a una parte di te. Io credo che la persona giusta non sia quella che ti chiede di scegliere tra lei e i tuoi sogni, ma quella che trova il modo di farne parte. Non significa che sia sempre facile, anzi. Però penso che sia questo il bello di un rapporto: crescere insieme senza chiedere all’altro di diventare una persona diversa. Forse è proprio per questo che Cretina, pur raccontando una storia molto personale, finisce per parlare anche a tanti altri.
Fonte: https://freesoundmagazine.altervista.org/maliatheband-lidentita-che-non-si-negozia-intervista-fsm/