“Dalla fine in poi” è il nuovo album dei Malìa The Band: è un progetto che non nasce per caso, dato che i dieci brani che portano addosso i segni del tempo, delle pause, dei cambiamenti e delle cicatrici che il gruppo ha attraversato dal lontano 2011 fino alla pubblicazione.
Il risultato è un debutto sorprendentemente maturo, intenso, e costruito attorno a una domanda semplice ma potente: cosa succede dopo la fine? La risposta scorre dentro le tracce come un filo rosso. Il pop-rock della band si fa narrativo, capace di alternare impatto e delicatezza senza perdere coesione. La voce di Annalisa Ferraro è la bussola emotiva dell’album; accanto a lei, il lavoro di Alessio Sellitri, Nazzareno Rubei e Martina Soi costruisce un impasto sonoro solido, curato nei dettagli, in cui ogni strumento ha uno spazio espressivo preciso e indispensabile.
Brani come “Il finale” e “Questa vita” portano l’energia di una ripartenza decisa, quasi liberatoria; “Vorrei dedicare” rappresenta invece la parte più fragile del percorso, in cui la band scava nelle emozioni senza filtri. “Roma di notte” si distingue per la sua forza evocativa, trasformando la città in una metafora di resistenza e respiro, mentre “Non so quanto tempo” restituisce alla perfezione quella sensazione sospesa tra possibilità e incertezza che accompagna ogni cambiamento autentico.
“Dalla fine in poi” parla a chi ha perso, a chi ha deciso di lasciare andare, a chi ha trovato nel vuoto l’occasione per ricominciare da sé.